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giovedì 3 settembre 2009

MotherRoad Chronicles - Episode 1

Allo scopo di mantenere viva e imperitura la memoria della più bella vacanza della mia ( finora) irrilevante esistenza, mi accingo a pubblicare la prima puntata delle "MotherRoad Chronicles", da Malpensa a Malpensa.
Quanto segue è la trascrizione rivista e corretta di quanto scribacchiato furiosamente sul mio mitico carteggio di pergamena durante le lunghe sessioni di viaggio, o nella rituale ora di ozio in albergo prima di una doccia tonificante e dell'uscita serale di rito.
Non posso ovviamente fare altro che raccontare eventi e sensazioni e dal punto di vista del sottoscritto, la cui capacità di osservazione è pari più o meno a quella di una talpa del Wyoming.
Mi auguro di aver tralasciato poco, e di non aver fatto torto a nessuno.


07.08.2009

Prime impressioni fermate su pagina scrivendo sullo scomodo tavolino della mia stanza al "Super8" Motel di Willowbrook, Illinois. Stanza immersa nella calura soffocante a malapena attenuata da una brezza tenace. I vapori della doccia non contribuiscono a migliorare la situazione.

Ieri sera, Malpensa. Sono l'ultimo ad arrivare, scambio i saluti di rito con i miei compagni/sodali, che mi attendevano da un po' all'affollato check in dell'aeroporto. Nei loro occhi vedo la mia stessa ansia febbricitante di partire e l'eccitazione di scolaretti all'ultimo giorno di scuola.
Ceniamo presso un trascurabilissimo epigone di Spizzico, acquisto una chilata di riviste per il volo, e poi via.
Non posso fare a meno di notare la presenza di una vistosa fanciulla dal vestitino candido simil mondina, le gambe lunghe e flessuose e sandali alla schiava. Fin qui, 7 e 1/2. La sciagurata però decide di aprire bocca ed elencare una serie di avvilenti idiozie da Paris Hilton della Bassa, che A) le alienano per sempre la mia simpatia; B) hanno su di me uno strano effetto euforizzante, in quanto mi rendo conto che, trovandomi un un altro continente, per almeno 18 giorni avrò una possibilità ragionevolmente alta di evitare l'insostenibile cicalare dei numerosi esemplari di ragazza italiana gnocca/stupida che infestano lo sventurato Stivale. E qualora mi imbatta in esemplari autoctoni di ragazza gnocca/stupida, costoro avranno l'innegabile pregio di parlare inglese, il che se non altro sarà un buon esercizio per il mio orecchio avido di sapere..

Io e Jean Pierre Pigozzo siamo in vena di battesimi, questa sera. Comunichiamo agli altri gentlemen che un automezzo importante come quello che trasporterà i nostri stanchi corpicini da un capo all'altro dell'America non potrà non essere insignito di un nome importante, squillante, financo altisonante, in una parola "awesome". Pertanto ci è venuto naturale affibbiare al nobile veicolo quello di colui che nell'ultimo anno delle nostre vite di avidi cannibali di serie TV a stelle strisce è riuscito nella mission impossible di scalzare il leggendario Perry Cox di "Scrubs" dal trono di Miglior Personaggio Comico Di Sempre: direttamente da "How I Met Your Mother", il visionario, sardonico, inesauribile BARNEY STINSON.
E visto che siamo in tema, prima del decollo troviamo anche un nome in codice per quel meraviglioso aggregato di molecole, o meglio, quella manifestazione paradigmatica di realtà che per dei quasi trentenni come noi ( ma anche per degli ultrasettantenni particolarmente motivati, come può testimoniare il nostro arzillo premier ) è necessaria all'esistenza del maschio più o meno come l'accadueò: PIZZA.

In aereo, ci imbattiamo nel primo grande personaggio di questa vacanza: Carmine lo steward Lufthansa. Costui dimostra fin da subito evidenti problemi nel coordinare un uso coerente dell'apparato fonatorio con un'accettabile costruzione sintattica della frase.. Con un inglese e un italiano a dir poco rudimentali tenta di illustrare le procedure di sicurezza, spiegazioni che per sua fortuna la totalità dei passeggeri sembra ignorare. Il poveretto sembra restarci male, perché durante il viaggio non perderà occasione per attaccarsi all'interfono e fornire trascurabilissime informazioni su volo, tempo all'arrivo, meteo ecc., il tutto con un linguaggio claudicante e una parlantina da età del bronzo..

A Londra nessun intoppo coi bagagli, subito in hotel. L'Holiday Inn di Heathrow è un'enorme scatola di tonno che ostenta una hall molto accogliente. Le stanze sono invece piuttosto modeste (ma per 20 € nn è il caso di fare gli schizzinosi ) e ne la sorte maligna decreta che a farne le spese sia il povero Piotrek, che dovrà adagiare le sue membra spossate su una specie di barella da ospedale da campo.
Una birretta nella hall suggella la serata, mentre osserviamo perplessi l'umiliazione della nazionale inglese di cricket da parte della corazzata australiana. Nessuno di noi è un esperto di questo sport così interessante e mozzafiato, ma durante l'emozionante svilupparsi del match ci sembra di capire che si debbano colpire dei birilli, e che preriodicamente, suppongo per regolamento, un biondino debba mettersi a correre in giro come un forsennato, dando cinque a destra e a manca...

2 commenti:

  1. Bella lì!
    Speriamo che questi ricordi ci tengano compagnia in questo deprimente inizio d'autunno..

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  2. Grande Tombs!!!! Mi hai rallegrato la giornata con ricordi bellissimi... la ragazza con il sandalo di Malpensa poi l'avevo rimossa... Il tuo diario è assolutamente fantastico... ci vediamo presto un abbraccio grandissimo

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