Per la prima puntata ho pensato di accorpare i momenti Drama (i momenti drammatici, sia in senso serio che in senso ironico) e i momenti di Delusione.. se no non arrivavamo a 10 (buon segno che la vacanza sia ben riuscita!).
Probabilmente dimentico qualcosa, ma tant'è...
10. Drama: la triste storia di Murray all'irish pub di Carthage
E' quasi fine serata, una delle serate migliori, quella passata a sbevucchiare birra, selezionare canzoni sul jukebox e chiaccherare con la barista Regina o gli altri avventori all'Irish Pub di quel posto in mezzo al nulla che è Carthage, Missouri. Regina ci presenta uno dei clienti, che intuiamo vaghi nel bar ormai da settimane, Murray, originario della California. La sua è una storia tristissima (e qui ci metto un po' di ironia nel dirlo, lo ammetto), non la ricordo alla precisione ma sicuramente è stato lasciato dalla moglie e ha dovuto cambiar lavoro e trasferirsi lì nel mezzo del nulla. Due parole di sostegno non gliele neghiamo. Vai Murray, la vita ti sorriderà.

9. Delusione: poker di delusioni
Giusto citare quattro posti che sinceramente sono andati un po' sotto le aspettative, proprie nostre o create dalle parole delle varie guide..
Springfield, Illinois: alle 5pm tutto chiuso. E basta con sto Lincoln.
La Balena Blu di Catoosa: ci sono tante buffonate sulla Route e lo spirito comunque è quello di non prenderle troppo sul serio. Ma la balena blu..no dai, non scherziamo.
Il Blu Hole di Santa Rosa: sembrava dovesse essere il paradiso dei sommozzatori, una meravigliosa piscina semiartificiale con l'acqua di un colore indescrivibile. Beh, potenza di Photoshop evidentemente, perchè in realtà è un posto tristissimo, con i messicani che fanno il bagno e decisamente non meritevole di una visita apposita..
Tulsa: potenzialmente una bella città, in realtà una gran delusione. Sarà stato il caldo torrido, sarà stato che non c'era in giro un cane, sarà stato che a parte qualche bel grattacielo non c'era assolutamente NULLA da vedere.. adios Tulsa..
8. Drama: il Cameriere del Savannah's
In realtà forse sarebbe da mettere tra i momenti divertenti. La fredda cronaca: siamo in questo ristorante nella già menzionata sperduta Carthage, il Savannah's. Siamo gli unici e ultimi clienti rimasti, perchè lì alle nove è già tardi. A servire ci sono due ragazzi, presumibilmente fratelli, che incarnano fin troppo il cameriere medio americano: iper-gentili e servili e formali. Chiameremo Pippo uno dei due camerieri. Ad un certo punto mentre aspettiamo il cibo spunta dall'altra parte della sala una ragazza. Come d'usanza da queste parti, saluta anche se non ci conosce. Contraccambiamo il saluto, senza particolari scenate. Lei scompare, noi continuiamo per pochi secondi a commentare la sua comparsa, il fatto che sia carina, e poco altro. Ovviamente in italiano e assolutamente senza nessuna volgarità ne' sceneggiate di alcun tipo. Ecco perchè rimaniamo veramente stupiti quando Pippo appare e ci dice, rosso in faccia e con la voce tremolante "That one is my girlfriend, so please don't forget it". Pippo, non so cosa ti fossi messo in mente, ma ti assicuro che non mordiamo e che se pensavi che fossimo stati molesti.. beh, non hai davvero idea di cosa potremmo fare con un po' di impegno :-)
La cena continua in una situazione abbastanza surreale, perchè Pippo continua a servirci con la massima servilità e noi siamo francamente un po' offesi per quella precisazione assolutamente non necessaria.. ma tant'è, a fine cena si presenta un terzo loro amico che con 3 frasi completamente sboccate (scambiandoci pure lui per russi, se non ricordo male) chiarisce forse a Pippo che non è di noi che dovrebbe preoccuparsi..

7. Drama: la scheda di memoria di Tombs
Eh succede in tutte le vacanze. Una volta ti si bruciava il rullino perchè aprivi per sbaglio la macchina fotografica. Ora ti capita di perdere la schedina di memoria, tanto piccola e delicata è. E' successo al buon Tombs nel bel mezzo del viaggio. Sarebbe stata una disgrazia da meritare il podio, se non fosse che la schedina era appena stata cambiata e quindi conteneva poche foto.

6. Drama: The Big Texan Failures
Ora purtroppo non ricordo già piu' i nomi dei due baldi giovani che abbiam visto tentare la sorte della 72oz Steak al Big Texan Ranch (la sfida per mangiare sta fiorentina da 2,2 Kg + contorni in un'ora, per entrare nell'Olimpo di "chi ce l'ha fatta" ed essere adorati dalla folla presente).. ricordo solo che abbiamo soprannominato il secondo Lance per somiglianza fisica.. ma ricordo benissimo la loro incredibile sofferenza (e per Lance ricordo anche l'inizio spavaldo e sicuro.. attitudine presto svanita), boccone dopo boccone, il rivolino di sangue sul braccio, il sofferto sorso alla bevanda contenuta nei bicchieri blu a forma di stivale..
Non ce l'hanno fatta, ed è stata dura vederli soffrire.
Tra l'altro il primo quest'anno è a bordo della "Wienermobile", una macchina-hotdog che gira per gli Stati Uniti. Una storia nella storia, se volete saperne di piu', eccolo qua: http://hotdoggerblog.com/hotdoggers-9/

5. Delusione: Oro Grande
Oro Grande è un paesino piccolissimo, posto di lavoratori, situato poco dopo Barstow sulla original Route66 californiana. Per me, Pietro e Tomb aveva un'importanza particolare: è stata la singola tappa del viaggio californiano del 2007 che piu' ci aveva convinto a considerare l'idea di fare tutta la Route66, e che quindi ha portato a questo viaggio. Il motivo? La strada in se, ma soprattutto un 2-3 posti diventati leggendari nella nostra memoria: l'officina di Big Myke con un cartello intimidatorio divertentissimo appeso fuori, l'Iron Hog Saloon e il Club66, due posti come te li immagini sulla Route: vecchi, con sapore di mille ricordi, frequentati da gente che ha conosciuto la moglie al bar di fronte e l'ha sposata in quello stesso saloon (storia vera!) e che probabilmente non è mai uscita da quei 5km quadrati.
Eravamo quindi ansiosi di ripassarci anche a questo giro. Peccato che non abbiamo piu' trovato Big Myke, e gli altri due posti sono stati ristrutturati e riverniciati, nonchè ammodernizzati all'interno, perdendo completamente il fascino di un tempo. Gran, gran delusione.
4. Drama: il Check-In a Londra
Primo giorno di vacanza: memori della sfortuna del viaggio californiano 2007 (coincidenza e volo per gli States perso, recuperato poi per pura fortuna con un volo alternativo 3 ore dopo), ci siamo recati al check-in di Londra alla volta di Chicago con molto anticipo. Effettuiamo, non senza qualche intoppo, il check-in automatico agli appositi desk, ma ovviamente va completato con l'operatore e con la consegna dei bagagli. La fila è però lunghissima, così come sono lunghi gli operatori della Virgin e soprattuto la nostra operatrice. Finisce che arriviamo al suo bancone in discreto ritardo (considerando da quanto tempo eravamo lì).. questa fa tutto con estreeeeeema calma, e i minuti passami e noi cominciamo a temere di perdere l'aereo perchè c'è ancora tutto il temutissimo controllo di sicurezza (specie verso gli States) da fare. Chiedo anche alla tizia se non stiamo "temporeggiando" un po' troppo e rischiando qualcosa. Lei con tranquillità oggettivamente eccessiva ci dice "no, non DOVRESTE aver problemi"..
Fortunatamente poi il controllo di sicurezza si rivela particolarmente rapido, ma non arriviamo comunque troppo in anticipo al gate..
3. Drama\Delusione: la foto col caneSiamo in giro per l'Oklahoma, tra Tulsa e Oklahoma City. Sulla guida notiamo una foto particolarmente interessante, che viene descritta essere stata scattata sulla Route alle porte di Chandler. Non è niente di incredibile, però è una bella immagine. Un cane che zompetta su una parte di Route molto stretta, con un simbolo della Route sull'asfalto e della simpatica terra rossa ai lati.
Abbiamo del tempo e quindi decidiamo di cercare quello scorcio per provare a fare anche noi qualche bella foto. Alla fine la Route è una, da qualche parte riconosceremo quella parte.
Macchè, piu' di un'ora di ricerca, deviazioni su strade secondarie, strade sterrate.. niente, non troviamo quel pezzo. Probabilmente ormai riasfaltato e completamente cambiato.
Una delusione che diventerà beffa: al museo della Route di Clinton, ma anche sui muri del Tee Pee di Tucumcari, troveremo appesa quella immagine... e quel maledetto cane...

2. Delusione: la Piscina del Palms
Arriviamo tutti contenti a Las Vegas verso le ore 16. C'è un caldo fottuto in Nevada, e fin dallo stop alla Hoover Dam per far due foto in cui abbiamo "assaporato" i 45° che ti ammazzano fuori dall'aria condizionata del minivan abbiam cominciato a bramare la fantastica piscina del nostro Palms Hotel (una delle piscine piu' belle di Las Vegas, con tanto di sedie immerse in acqua e un fornitissimo e frequentatissimo bar a bordo-piscina). Ma c'è tempo, quindi prima facciamo un giro in macchina sullo strip, poi arrivati in hotel rimaniamo una giusta mezzoretta completamente in adorazione della nostra stupenda, stucchevole, incredibile suite e poi finalmente ci mettiamo in costume per andare a prendere i primi drink a bordopiscina e ad apprezzare un po' di acqua fresca e a cominciare a godere del panorama umano di Las Vegas con tutti i personaggi incredibili che ci girano. Tra l'altro noi siamo al Palms Place, un edificio "secondario" del Palms Hotel, ma possiamo andare anche alla piscina principale, e quindi prendiamo i lunghissimi tapis roulant, l'ascensore e attraversiamo il casino' per arrivare fino a questa benedetta piscina e... CHIUDE ALLE CINQUE???? Le piscine, a Las Vegas, ad AGOSTO, chiudono alle cinque.
Delusione assoluta, in parte ammortizzata da chi di noi riesce poi a vederle la mattina dopo, ma sicuramente senza lo stesso entusiasmo ed energia.
Per fortuna il bar c'era, e ben fornito, anche all'ingresso dell'hotel..
1. Drama: Santa Fe police.
Cinque ragazzi reduci da una piacevole serata in discoteca a Santa Fe. Quattro abbastanza brilli, uno (l'autista designato per la serata) che comunque un paio di birre se le è concesse. Dopo le ore di hiphop pompato in sala (per la gioia completa mia, ma immagino un po' minore per i 4 amici piu' tendenti al rock), sul breve tragitto in macchina verso il motel optiamo per qualcosa di egualmente movimentato per tenere su il morale ma di stile diverso. A un certo punto parte Tubthumping dei Chumbawamba. Delirio completo, ci mettiamo a urlare come pazzi in macchina, tutti felici. I get knocked down, but i get up again, y'all never gonna keep me d... WOOP WOOP.. eh??
WOOP WOOP?
Come cantavano gli Articolo31, "palettina rossa, macchinina blu", come nei film una macchina della polizia ci fa segno da dietro di accostare. Io ricordo di esser diventato sobrio tutto d'un tratto dallo spavento. Si sa che la polizia non ha tolleranza in America sugli alcoolici alla guida, anche se il guidatore come nel nostro caso si è trattenuto ed è oggettivamente in grado di guidare. Se l'ufficiale fosse stato particolarmente pignolo, non ci sarebbe stato "oggettivamente" che tenesse.
Fortunatamente però l'ufficiale si dimostra abbastanza cordiale. Fa molte domande, molto specifiche (marca della birra bevuta, indirizzo del locale) per valutare lo stato di lucidità del conducente. Luce puntata negli occhi. Ramanzina. Ma dimostriamo gentilezza e lucidità, e ce la caviamo così.
A posteriori, uno di quegli aneddoti "molto americani". In quel momento, tanto tanto tanto drama.
To the next episode!
splendido. Il mio momento drama è il big texan. Splendido lance.
RispondiEliminaPer la cronaca, il primo sfidante si chiamava Chris, altrimenti detto "I think I'm gonna puke"..
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