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lunedì 31 agosto 2009

La strada sempre in posa..


Dal diario dei ragazzi di rut66.it.. il loro viaggio è stato diverso ma questi passaggi colgono perfettamente il punto.. fantastici


[...] siamo vittime anche noi di questa pazzia generale che ci fa valutare la Mother Road in modo "diverso" da tutte le strade del mondo. In queste 48 ore ho deciso di rimanere molto tempo sul sedile di pilotaggio per osservare da vicino che cosa la renda davvero così speciale. E' solo questione di lunghezza o ci sono altri fattori che le donano fascino? Miglia dopo miglia ti accorgi che questa strada è sempre in posa ma non ne riesci a cogliere i motivi. Quando a Oklahoma City ci siamo fermati al memoriale per l'attentato del 1995 ho capito che è tutto connesso, fa parte tutto di un piano: Route 66, Big Mama, asfalto, storia, passioni e cultura si fondono.
Chicago - Los Angeles non è solo una linea che unisce due punti A e B, è un medium moderno che si carica di significati. L'impasto gommoso dei pneumatici stringe un legame tra noi e questa terra molto più complesso del semplice contatto fisico. La strada è un vettore che ci orienta direttamente dentro la cultura di questo popolo fino a scoprirne quel lato tristemente famoso: le paure e l'estrema solidarietà.
Proprio ieri siamo stati sul punto di piangere quando ci siamo resi conti che una signora, mai vista prima di allora, a nostra insaputa ci ha pagato il parchimetro durante la nostra assenza, per evitare che prendessimo una multa. Quando l'abbiamo vista armeggiare davanti alla porta del camper siamo corsi con i pugni in alto urlando qualcosa di semi minaccioso in americano ma ci siamo dovuti guardare in faccia l'uno all'altro senza capacitarci del gesto.
Questa donna, che non ha accettato nulla in cambio se non i nostri ringraziamenti, ci ha mostrato veramente chi c'è dietro la facciata, forse un po' troppo famosa, delle politiche estere americane.
In quel momento ho capito che le foto scattate davanti al memoriale acquistano un significato che prima dell'11 settembre era impensabile, si caricano di presagi e sembrano alludere a qualcosa che ci inquieta. La Route66 diventa allora la "storia sociale" di questo paese…presente e passato si confondono…i big truck, le rest area, le gas station diventano il miglior monumento da visitare: i rassicuranti miti americani si danno forza l'un l'altro e ogni miglio è un inno alla libertà.

giovedì 27 agosto 2009

Riassunto day-by-day!

Ciao ragazzuoli, come promesso butto giù un veloce schema delle nostre 17 gloriose giornate americane, messo insieme grazie a qualche appunto. Sentitevi liberi di modificarlo se ho dimenticato o sbagliato qualcosa.
L'ottica comunque è solo quella di un veloce riassunto dei principali posti visitati, dei pasti piu' significativi, di dove abbiam passato la serata e di dove abbiam dormito...
Solo a rileggerlo vien voglia di ripartire domani!!!

- Sabato 8 Agosto:
arrivo, cena Hooters, Hancock Center 96th floor Lounge
motel Super8 Willowbrook

- Domenica 9 Agosto:
downtown Chicago, Millennium Park, Art Institute Museum, Magnificent Mile (Michigan Avenue), Ted's Montana Grill, Cadillac Ranch a Bartlett
motel Super8 Willowbrook

- Lunedì 10 Agosto:
Joliet Prison, Gemini Giant, Springfield, Catsup Bottle, Denny's, downtown St. Louis, Gateway Arch, festa Cardinals
motel Motel6 Collinsville (fuori St. Louis)

- Martedì 11 Agosto:
Cuba, Rolla, Carthage, ristorante Savannah's, Irish Pub
motel Super8 Carthage

- Mercoledì 12 Agosto:
Kansas, Commerce, Blue Whale @ Catoosa, Tulsa, Sapulpa, Chandler & the missing dog, Pops Gas Station, Downtown OKC aka Bricktown, Hooters, Coyote Ugly
motel Super8 Oklahoma City

- Giovedì 13 Agosto:
downtown OKC con Memorial, Hydro, Clinton & Route66 Museum, Erick, Texola, McLean, Amarillo, Big Texan Ranch
motel Big Texan Ranch

- Venerdì 14 Agosto:
Cadillac Ranch, Vega, Midway Point @ Adrian, Tucumcari, Santa Rosa + blue hole, Villanueva scenic road, Santa Fe, cena Cowgirl, disco Fusion, police
motel Super8 Santa Fe

- Sabato 15 Agosto:
downtown Santa Fe aka La Plaza, Bernalillo, Silva Saloon, Burger Boy, Tinkertown Museum @ Sandia Park, Albuquerque, cena da Trombino's, Nob Hill passeggiata e bar
motel Motel6 Albuquerque

- Domenica 16 Agosto:
museo indiano Albuquerque, Gallup, Wendy's, Painted Desert + Petrified Forest Park, Wigwam Motel, cena steakhouse cameriere strambo, Jack @ Young Corral
motel Super8 Holbrook

- Lunedì 17 Agosto:
Winslow, Meteor Crater, Flagstaff, Kayenta, serata tranquilla
hotel Holiday Inn Monument Valley

- Martedì 18 Agosto:
Sunrise @ Monument Valley, Grand Canyon, Rod's Steakhouse @ Williams, Black Cat bar @ Seligman
motel Canyon Lodge Seligman

- Mercoledì 19 Agosto:
Hoover Dam, Las Vegas Strip, The Palms Place, All You Can Eat, ROK @ New York New York.. varie ed eventuali
hotel Palms Place Sboron Suite

- Giovedì 20 Agosto:
All You Can Eat @ MGM, Barstow, Mollie's Pub
motel Super8 Barstow

- Venerdì 21 Agosto:
Oro Grande, Victorsville Mall, San Diego Gaslamp District, Croce's Restaurant, Tequila Bar, Turco Risciò e varie
motel Downtown Lodge, San Diego

- Sabato 22 Agosto
Laguna Beach, Newport, Los Angeles, Walk of Fame, Kodak Theatre, Chinese Theatre
motel Hollywood Downtowner

- Domenica 23 Agosto
Universal Studios, Venice Beach, Santa Monica, In&Out Burger, Beer by the pool
motel Hollywood Downtowner

- Lunedì 24 Agosto
Griffith Park, Beverly Hills, Bel Air, Mulholland Drive, Venice Beach, aeroporto

mercoledì 26 agosto 2009

Il Ritorno..

..fa schifo.
Ho quasi paura ad aprire le foto.
Nei prossimi giorni posto come promesso un piccolo specchietto giorno-per-giorno e le famose "classfiche" delle top situazioni.
Se non mi impicco prima :(
Un saluto a tutti i compagni di viaggio, mi manca dannatamente quel salire su Barney la mattina con una vaga idea di dove saremmo arrivati la sera ma con la felice ignoranza di quali splendidi spettacoli paesaggistici o umani avremmo incontrato per arrivarci...



p

venerdì 21 agosto 2009

Fine della scoperta..ma senso di appartenenza

Dopo aver lasciato il non indimenticabile deserto pietrificato e foresta dipinta, come abbiamo amato ribattezzarli, il viaggio 'di viaggio', incentrato sull'asfalto, le sensazioni di coloro che incrociavamo a bordo strada lungo il cammino, le quattro ruote rombanti sul percorso che sapeva di storia, è finito.
E'finito perchè doverosamente ci siamo ripromessi di staccarci dalla via maestra, salutandola con affetto e riconoscenza, per muoverci verso nord, verso le terre indiane, verso lo splendore stupefacente e mozzafiato dell'alba Navajo sulla Monument Valley.
Ed è finito in maniera per me più personale, il viaggio della scoperta. Da molto tempo, forse da 3 anni e dalla mia prima America da adulto, non viaggiavo in posti a me completamente sconosciuti. Da quella volta avevo un po'perso il sapore dello stupore, dell'aspettativa, quello dolce delle cose belle, quello più acre delle delusioni, da attese deluse.
Ma ho riabbracciato in questi giorni un'altra sensazione a me cara, il rivedere posti già visti ed amati, il riassaporare atmosfere, suoni e colori, che si vanno a sovrapporre al ricordo di bei momenti già passati. Vale in modo molto personale per me per la Monument Valley e il Grand Canyon (memorabile momento il punto di sosta alle 8 di mattina, con una muraglia rossa davanti, il vento nei capelli ed Eddie Vedder di 'Into the wild' nello stereo a tutto volume del nostro minivan), in maniera condivisa con due compagni di viaggio per Sin City Las Vegas e per tutto quello che verrà da qui in poi.
E provo, anche se sembra ridicolo dirlo, un malcelato senso di 'sentirmi-a-casa' e di appartenenza per queste calde terre di Arizona e California. Forse sarà perchè tutti i ricordi sono così tanto vividi da farmi rivivere, momento dopo momento, sensazione dopo sensazione, l'anima di due viaggi tanto splendidi e unici come sono stati i due precedenti qui in terra d'America.
Nel mio modo di sentire, un viaggio è dolce anche quando si volge verso il suo crepuscolo, verso il suo elegante tramontare. Mi sento all'epilogo di questa avventura, ma non mi pesa, non mi turba. Rivivo, riavvolgo nella mente tutta la bellezza e le immagini di quel che abbiamo visto, di quel che abbiamo vissuto, ringrazio ancora una volta me e gli altri compagni di viaggio per la nostra ottima programmazione, per aver sapientemente e pazientemente evitato le difficoltà di tutti i giorni, per aver fatto tutti un passo avanti per capire e comprendere le particolarità e i difetti degli altri.
E quando tra pochi giorni saremo pronti di nuovo a percorrere le poche miglia finali che ci separano dall'epilogo della strada maestra a Santa Monica, saprò riporre al posto giusto, nel mio scaffale dei ricordi, la lunga storia pionieristica e moderna che ci ha portato dal lago Michigan all'Oceano Pacifico, passando attraverso la Balena Blu e il Gemini Giant, i Phillips 66 ed i negozi di cianfrusaglie, il fantomatico cane con la sua terra rossa, i visi, i colori e l'orgoglio di queste splendide persone americane. Nel nostro piccolo, senza arroganza, abbiamo attraversato uno dei più affascinanti pezzi di storia che il mondo moderno ancora propone.
Fino ad allora, fino a quando il tramonto di LA non sarà lì ad avvolgerci e simbolicamente chiudere il nostro viaggio, la Strada dovrà attenderci. Ci concederemo ancora qualche giorno in California-mood, un tuffo doveroso nella bellezza selvaggia ed allo stesso tempo umana di questa nazione nella nazione. Per me forse non più come la prima volta, California Dreamin', ma senz'altro California Livin'.

Going to California

Lasciati alle spalle i magnifici paesaggi del Grand CAnyon, ma soprattutto della Monument Valley che mi han riempito il cuore e gli occhi, lasciando un ricordo indelebile che le foto da sole non potranno mai raccontare, e dopo essere tornati ad una meno spirituale serata nella Faboulus LAS VEGAS fra roulette, slot machine improbabili cianfrusaglie, luci giochi colori e tanta tanta finzione, eccoci di nuovo on the road , giunti nella cittadina di Barstow, crocevia fra la Route 66 e la strada che da Las Vegas scende verso la California, che dire ormai ci siamo quasi fra due giorni saremo alla fine di questo lungo bellissimo viaggio, e la california e' un po' il sogno che coroniamo, quasi una chimera tanto desiderata e finalmente raggiunta. Le giornate sono volate, i ricordi si accavallano, i volti, i luoghi, tutto e' passato velocissimo e sara' difficile tornare alla routine quotidiana... Ho amato questo viaggio e spero che mi regalera' ancora emozioni in questi ultimissimi giorni...

martedì 18 agosto 2009

La mia parte spirituale

Ragazzi adesso si incomincia a fare sul serio, abbandonata per un paio di giorni la route siam saliti piu' a nord per arrivare alla parte piu' profonda e spirituale di questo viaggio, siamo in territorio Navajo, qui i volti della gente e la natura che ci circonda raccontano storie antiche e bellissime. Fra pochissime ore l'alba sulla Monument Valley sara' la scena che avro' di fronte, gia' la strada per Kayenta, sperduta cittadina dell'Arizona ha regalato scorci mozziafiato e un'aria completamente diversa. Domattina dopo aver fatto certamente alcune foto mi mettero' seduto ad ammirare estasiato la potenza della natura incontaminata, e a rimanere solo per un po' con i miei pensieri. Credo che questa giornata che mi attende segnera' indelebilmente questa avventura che sto amando alla follia, grazie a i miei compagni di viaggio e grazie alle persone davvero fantastiche che abbiamo incontrato lungo la strada, e' un po' quel punto di mezzo che ci portera' alla fine della vacanza certi di aver assistito allo spettacolo piu' bello che abbiamo mai potuto immaginare... Vi lascio con questa foto di un albero solitario in mezzo a rocce altissime che come me ammirava senza fiato il tramonto.

domenica 16 agosto 2009

Be more precise with me

Parto dalla fine. Da ieri sera, quando un simpatico tutore dell'ordine della polizia di Santa Fe'ci ha fermato, con Federico alla guida, al ritorno in albergo da una tranquilla serata di ristorante e club. Le sue insistenti domande, causate dal fatto che abbiamo CALPESTATO una linea bianca della corsia destra con il nostro amabile minivan, ci hanno terrorizzato. Alla fine, dopo un interrogatorio complesso e lunghissimo su dove avevamo passato la serata (con dettagli di nome del locale, perchè parlare di 'Plaza' per lui non era 'enough precise', orario di ingresso, orario dell'ultima bevuta e MARCA della birra bevuta) e una pila accecante piantata negli occhi del guidatore, ci ha cordialmente salutato ricordandoci di mantenerci sempre al centro della corsia di percorrenza. E'così, sapevamo che ci sarebbe toccata ed è andata anche questa. Sperando che finisca qui.

Manco da alcuni giorni di cronaca, quindi rimedio, prima di tutto in modo visuale.



Il riscatto dell'Oklahoma; bene così, sarei rimasto deluso se anche uno solo degli stati di questo grande viaggio mi avesse lasciato con l'amaro in bocca.
Riscatto che parte dalla sua capitale, Oklahoma City, metropoli segnata nel profondo da quel maledetto 19 Aprile 1995, dall'attentato che ha reso questa tranquilla provincia dell'America rurale famosa sulle prime pagine dei giornali di tutto il mondo. La città è ancora piena di quanto è successo, della operosa e lodevole reazione che l'ha spinta a costruire nuovi stadi, nuovi quartieri, un toccante e mozzafiato memoriale dove la storia di chi è stato barbaramente portato via viene perpetrata per sempre. E Oklahoma City ricorda, ma in un modo elegante, mai invadente, ha preso coscienza della gravità di quanto è successo e combatte il ricordo nel modo migliore, vivendo e migliorandosi. Davvero una piacevole sorpresa.

E poi l'Oklahoma del sud, un paese diverso da quello che sta sopra all'ideale linea di demarcazione della capitale: paesi pittoreschi, paesaggi mozzafiato, gente cordiale e disponibile. E la Strada, finalmente rispettata e riverita come le si conviene. Paesi quasi fantasma, che mantengono il sapore pioneristico del viaggio, della grande impresa tracciata dalla Route in mezzo a campi, mucche, distese sconfinate. Oklahoma del Sud e capitale: 8.



Senza accorgerci, senza avvertire differenze di sorta siamo scivolati poi nel grande Texas, l'orgoglioso Lone Star State. E'giusto dire che questa versione routiera dello stato degli speroni è qualcosa di edulcorato e corretto; il nostro percorso si affaccia sul Texas solo per un paio di centinaia di chilometri, ed è la parte nord dello stato, quella che subisce maggiori influssi da tutto il resto dell'America rurale che le sta intorno.
Nonostante questo, sono evidenti i tratti caratteristici di quello che si definisce, già nel suo nome, come una nazione quasi a se stante: orgoglio di appartenenza che sconfina quasi nell'arroganza (prima tra tutte la frase più volte ripetuta 'God bless Texas', dove quasi dovunque fuori di qui si legge 'God bless America'), una certa megalomania dimensionale che però non stona, se letta nella giusta ottica. Praticamente una sola tappa, un solo obiettivo nello stato della stella solitaria, il Big Texan Steach Ranch. Qui i bovari si fregiano del titolo di maggiore bisteccheria dello Stato, e se tanto mi da'tanto questo sottintende migliore bisteccheria d'America. In tutta onestà, questa volta potrebbero anche avere ragione. In un contesto spaventosamente kitch, viene proposta anche una devastante gara di durata e resistenza: chi fosse in grado, entro un'ora, di mangiare 72Oz (aka 2,1 kg) di bistecca, più una serie di paccottaglie assortite varie, vincerebbe la cena.

E'la sfida dell'uomo contro se stesso, agli ultimi limiti umani di sopportazione. Qualcosa di ingestibile e splendido allo stesso tempo, megalomane come nella loro miglior tradizione, ma al tempo stesso pioneristico e avventuroso. In due ci han provato, nella nostra serata lì: immaginabile che abbiano fallito, ma anche solo il coraggio di salire su quel palco (in diretta webcam mondiale) merita rispetto. Massimo rispetto. Texas: voto 7.



Ed ecco il New Mexico, luogo da cui scrivo. Sta arrivando, è arrivata la parte di strada che attendevo con più ansia. Qui la natura sta avendo il sopravvento sull'uomo. Non è più importante la storia, non è più centrale la strada, tutto ruota attorno alla straordinaria potenza di quel che c'è intorno. Mi faccio piccolo piccolo di fronte all'arcobaleno dopo la tempesta, alla vista mozzafiato che ci appare davanti appena usciti dall'Highway, alle sconfinate distese di splendido nulla che attraversiamo. Questo è lo sfondo del mio desktop di oggi, no more words.


E i popoli, e le città, in questo stato di confine che mantiene la tradizione indiana pellerossa e la fonde in maniera armoniosa con quella messicana. Qui lo zio Sam stona, e nel contempo inquina la spontaneità di questa unione. Santa Fe', rinomata località vacanziera a stelle e strisce, mi ha lasciato con il sapore di chi ha prevaricato le culture altrui, riducendole ad un teatrino di stereotipi che possono affascinare il visitatore americano, ma che lasciano un po'più perplessi chi come noi ha qualche migliaio di anni di storia in più alle spalle. Ma l'uomo, come ho già detto, in New Messico ha un ruolo marginale, almeno nel mio personalissimo modo di vedere questo percorso, questa lunga strada che attraversa un continente che in alcuni momenti toglie anche il fiato. New Messico: voto 9.




giovedì 13 agosto 2009

Mogli e buoi dei paesi tuoi?


Mogli sicuramente, ma i buoi dell'Oklahoma...ci siamo capiti. Amo questa grassa carne bovina, tagliata in ogni modo e cotta con perizia ed acume.
Giornata interlocutoria, arrivati a Oklahoma City al nostro ormai canonico orario tardo pomeridiano, dopo un su e giù di Highway e Route, alla ricerca di qualche scorcio caratteristico, o semplicemente di un po'd'aria di storia routiana, routiera, di viaggio.
Ricerca che è stata completa e gratificante in Kansas, stato che vive le sue corte 13 miglia di Route con cuore e calore, che si merita sul campo l'onore e l'onere di appartenere, appena per venti minuti di rettilinei e curve, alla strada madre.





Meno gratificante, almeno a mio parere, il primo mezzo di Oklahoma che abbiamo valicato. Scorci ed emozioni, paesaggi e asfalto sono stati i soliti, abbacinanti e (interruzione da parte della capa del motel che ha dimenticato di darci il resto e ha appena dichiarato che l'Oklahoma è una merda assoluta, forse ce ne eravamo accorti anche noi) pittoreschi. Ma la cura del particolare, l'amore per la strada da parte dei petroliferi abitanti di questa terra non è la stessa del mio amato Missouri. Meno indicazioni, più sufficienza, come se il passaggio per queste lande della più famosa e storica e affascinante delle tante strade del mondo fosse un dato di fatto, un diritto acquisito. Nel mio modo di sentire, la 66 va coltivata, va ringraziata, apprezzata ed amata. I signori del bovino questo non lo fanno. Oklahoma prima parte, voto 5.
Di seguito un paio di pics, di cui uno scorcio di Tulsa che rischia di diventare la mia personalissima foto vacanza, grottesco per una città che non mi ha regalato emozioni.



mercoledì 12 agosto 2009

Pagelle

Chicago voto 8 --> non voglio allargarmi, le darei dieci ma sono di parte. Città splendida per quello che rappresenta e per quel che può dare, non ha il fascino della storia ma compensa con la bellezza della sua modernità.
Illinois voto 6,5 --> uno stato alla rincorsa di quel che non è, obbligatoriamente orientato a sdoganarsi rispetto all'ingombrante ombra della metropoli sul lago Michigan. E non sempre lo sdoganamento riesce come dovrebbe.
St Louis voto 6- --> L'Arch è affascinante, il Mississipi un'icona, ma non c'è altro. Da un simbolo della vecchia America mi aspettavo qualcosa di più.
Missouri voto 9 --> Per la varietà dei paesaggi, per il fascino e per il modo tranquillo in cui si pone come stato di mezzo, grande porta sul Sud, polmone dell'America più vera, l'ho adorato.

Mama buta la mucaaaaaaaaaaaaaaaaa

In hotel a Carthage, MO al confine con KS e OK, ai novelli Three Corners. Giornata splendida, su e giù dalla Route istorica a quella moderna, che qui in Missouri si chiama 55 e poi 44. Il Missouri è un posto splendido, affascinante e verde, sembra nascondere l'anima selvaggia dell'America Centrale ma addomesticata, ridotta a misura d'uomo. I grandi fiumi, IL grande fiume Mississipi, che si muove placido ed indolente nella moderna città di St Louis e sembra risuonare delle grida divertite dei piccoli Tom Sawyer e Huck Finn.
Le immense distese verdi di boschi, le mucche al pascolo, i paesi pittoreschi e legati al passaggio della strada maestra, arroccati intorno ad essa, fragili nel loro fascino discreto.
Missouri: voto 9, anche per gli ultimi sessanta chilometri passati su mamma Route, correndo in fronte allo splendido tramonto.

il posto del pensatore

Oggi lungo viaggio on the road su strade che veramente mi hanno fatto vedere l'America come me la immaginavo...
larghe pianure, paesini irreali scorci incredibili, partendo dal Mississisipi giu' per tutto il Missouri, e poi c'e' lei adesso LA STRADA, la vera strada americana che sembra non finire mai. Oggi ero per la prima volta in fondo al nostro caravan Barney,in quello che e' stato definito per molteplici ragioni il posto del pensatore, sei la e la musica che fa da sottofondo nn ti lascia sentire tutti i discorsi degli altri e ti trovi a riflettere. Ho atteso tanto questo viaggio, ho salutato amici e persone prima di partire, alcuni li avrei voluti con me e lo sanno, ma da dietro guardandoci ho capito che nn potrei desiderare una compagnia migliore di questa... sta nascendo la giusta alchimia e ogni giorno proseguiamo sempre piu' spediti verso la meta...lo so son stato melenso ma oggi ho assaporato il primo vero giorno on the road e lo voglio serbare nei miei ricordi a lungo.... Ciao Marco

Vendisedie, 730 e Aria Condizionata in Missouri

11 Agosto 2009, ore 18.32. Somewhere between Rolla and Springfield, Missouri.

Siamo ormai in piena Route! Ieri pomeriggio abbiamo attraversato l'illinois, passando per la deludente capitale Springfield tutta dedicata a Lincoln ma praticamente morta dopo le 5pm..
Durante le prime lunghe kilometrate in macchina e' salita l'intesa sparando cassate on the road o facendo segno ai camionisti che superiamo di strombazzare per farci felici..siamo arrivati alla conclusione che probabilmente possono detrarre un tot dal 730 per ogni strombazzata regalata ai turisti.

Abbiamo poi scoperto a pranzo una catena di ristorazione che va fortissimo in Illinois e Missouri, Cracker Barrell, che inizialmente non ci convinceva perché..vende anche sedie a dondolo. Che paese meraviglioso.




In serata siamo arrivati in zona St. Louis (dove inizia il Missouri) ma ci siamo accampati al Motel6 di Collinsville, un paesello MOLTO americano, con le casette, gli incroci e la Main Street, oltre ovviamente agli enormi spiazzaloni con decine di fast food di varie catene e negozi vari. Ah, e la Catsup Bottle, la bottiglia di ketchup più grande al mondo.. no comment!


Serata a St Louis, città carina ma niente di che, a parte il famoso e spettacoloso Gateway Arch che da' proprio sul Mississipi, davvero imponente e 'fotogenico'.
Girando alla ricerca di un baretto dove prendere una Bud nella città dove e' nata (prima di passare ai nuovi proprietari belgi) finiamo davanti allo stadio dei St Louis Cardinals di baseball, dove fino a un'oretta prima avevano giocato e vinto. Ci imbattiamo quindi in una piccola ma accesa festa all'aperto di diversi tifosi (e molte scatenate tifose), tutti rigorosamente vestiti di rosso! Prendiamo la Bud, li guardiamo ballare e decidiamo ufficialmente che diventiamo tifosi di St Louis..Go Cards!!!

Stamattina siamo tornati sempre a St Louis per vederla con la luce ma il sole non ci assiste, e non c'e neanche molto altro da vedere..compriamo il cappellino di rito dei Cards e lasciamo San Luigi..

Andando verso ovest alterniamo la highway alla Historic Route 66 che ci regala bei paesaggi, strade da film e America pura, casette col giardino e negozi improponibili con cartelli divertenti inclusi.
Ah e il primo negozio di cianfrusaglie targate Route, dove recuperiamo mappe, calamite, bandane e via così..
Pranziamo al Pizza Hut di Cuba, paesello tipicissimo famoso per dei bei murales, e per un market dove vendono qualsiasi cosa a 1 dollaro.
Tralascio le cagate assortite che abbiamo comprato..

Tra l'altro al Pizza Hut come in TUTTI i posti pubblici si crepa di freddo da aria condizionata, che calcolando che fuori fa molto caldo non e' il massimo.. Da qui il Putto tira fuori la perla "ah ecco perché il film l'han chiamato 'Non e' un paese per vecchi'!!"




Dopo Cuba altre piccole chicche come un negozio con nel parcheggio la sedia a dondolo più grande del mondo, o la tristissima Stonehedge in miniatura di Rolla..
Ora arriveremo a quest'altra Springfield e poi dovremmo accasarci a Carthage, che la guida descrive come un paesello tipo Ritorno Al Futuro..

Il Missouri ci ha regalato proprio dei bei paesaggi, personaggi, macchine, negozi..insomma Route!
E poi ci stiamo facendo delle risate pazzesche per ogni piccola cazzata.. sara' l'effetto da overdose di carne e frittume vario.. O dell'odore che comincia ad esserci in macchina. Nonostante il deodorante appena comprato.
Ovviamente a un dollaro, a Cuba.


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Ted's, Fagioloni e Prisonbreak

Lunedì 10 agosto ore 13.13. Somewhere between Wilmington and Lincoln, Illinois.
Eccoci qui, durante il primo vero tragitto on the road.
Stamattina abbiamo salutato il motel di Willowbrook dopo un ottima 40ina di ore passate a Chicago e dintorni.
Sabato sera siamo usciti e andati da Hooters, che era quasi senza cameriere fighe, con del buon cibo e neanche troppo caro. Ovvero l'opposto di come ce lo ricordavamo.
Dopo siamo andati a piedi verso l'Hancock Center, dove volevo assolutamente tornare a prendere una birra dal lounge al 96simo piano..panorama decisamente spettacolare!


Ormai distrutti dal fuso orario, siam tornati in motel verso mezzanotte..

Domenica mattina via di Chicago downtown, dopo una doverosa tappa a Dunkin Donuts e da Starbucks: il mitico Millennium Park con il mio amato fagiolone..


..e le altre chincaglierie del parco (dove pero' siamo uccisi dal caldo assolutamente assassino!), poi il bel Art Institute Museum, foto di rito proprio di fronte, in Adams St, dove c'e la targa dell'inizio simbolico della Route.. Pranzo in un posto meraviglioso 'sotto' Michigan Avenue (Bill Goat o qualcosa del genere), che poi percorriamo nella sua rinomata 'Magnificent Mile'. Nel tardo pomeriggio un giro in macchina al Pier e allo United Center per (ri)vedere da lontano la statua di Jordan e poi motel.

Chicago e' veramente una città stupenda, ancora più bella di quanto mi ricordassi. Downtown e' semplicemente abbacinante, ci sono decine e decine di grattacieli, nessuno banale, che ogni 20 metri regalano uno scorcio urbano da fotografia. Mi immagino l'architetto che ha progettato uno qualsiasi di quei grattacieli, che probabilmente sarebbe stato eroe cittadino se il palazzo fosse stato in un'altra città e non in questa incredibile capitale mondiale dei grattacieli.
E poi pulita, bella. Magari non brulica di punti di interesse, ma proprio un gioiellino urbano.


La sera siamo finiti per puro caso in un posto che ci avrebbe regalato il miglior burger di sempre (finora)..il Ted's Montana Grill (di ted turner)..Madonna che meraviglioso Cordon Blue Burger che ho mangiato, sembrava di rivivere la scena di How I Met Your Mother con il burger più buono di New York, 'che voglio portare fuori a cena, e poi al cinema'..

Domenica sera si va di vintage, andiamo al Cadillac Ranch di Bartlett, dove io e Pietro eravamo già stati nei rispettivi viaggi di aggiornamento a St Charles dove al giovedì sera ci portavano proprio a quel locale..
Il posto e' figo ma non si riempie praticamente mai, anzi rimane tutta sera abbastanza vuoto. Tuttavia ce la spassiamo perché birra e drinks vanno a 2 dollari (sic) anche se sono alcoolici quanto un Estathe' (ma molto diuretici, va detto), e perché scambiamo due chiacchere con un po' della gioventù locale, che senza scendere in eccessivi dettagli definirei stereotipata e 'bizzarra' allo stesso tempo..

Stamane siam passati da Joliet per vedere la prigione dei Blues Brothers e di Prison Break (e di diversi altri film), poi un po' di pura Route con localini varie, il Gemini Giant e ora via verso Springfield (IL) e St.Louis..

Ok, ora son stufo di scrivere in macchina..
Goodbye, Illinois!


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lunedì 10 agosto 2009

Best. Burger. Ever.

Beh su Chicago, il suo caldo e soprattutto il suo fascino e' già stato detto tutto e condivido.. A questo punto scendo ad un livello piu 'materiale' e aggiungo solo un saluto alla catena che ieri sera ci ha regalato (quasi letteralmente, visto il prezzo) il miglior burger di sempre - almeno per quanto mi riguarda!
Grazie Ted Turner!




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si parteeee


oggi lasciamo Chicago, che ci lascia due bellissimi giorni, negli occhi rimangono il fantastico skyline con i grattacieli che si stagliano sul cielo azzurro, il fagiolone simbolo della citta' con i suoi mille riflessi ed effetti, il vento caldo e umido costante che ci ha accompagnato nelle camminate, e non ultima la statua di Michael Jordan davanti allo United Center ... adesso si va davvero on the road con partenza verso St Louis per iniziare davvero questo viaggio dopo aver quasi battuto il fuso orario (mica tanto vero ancora )
Qui sotto la foto del simbolico inizio della historical route 66 che parte dal centro di Chicago

Colonna sonora di oggi Born To be Wild ciaoooooo a tutti

Qualche pic qua e là...


Per ora solo Chicago, vita di città, di caldo e umido vento, camminate a bocca aperta nell'architettura verticale e affascinante della capitale morale del Centro-Est America...

Ieri (era ieri?oramai i giorni con il fuso orario che galoppa sembrano essere più o meno tutti uniti) il mezzogiorno di fuoco al Millennium Park, dove ho creduto, abbiamo creduto che l'insolazione sarebbe stata l'unica conclusione sensata alla nostra visita...ma poi il museo di arte moderna, splendido a meno che nelle parti di cultura indiana (e in particolare memorabile Krishna che uccide l'Orchessa Putana) e fresco, quasi troppo con la sua aria condizionata..
Un hamburger nella bettola della capra, qualche acquisto.. una città verticale e bellissima, in cui ogni scorcio non è banale, non è uguale all'altro, non è già visto.
Ma oggi la strada ci chiama, cominciamo a mangiare chilometri oltre che bovini...







domenica 9 agosto 2009

Il fagiolone!







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Chicago downtown!







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Primo motel!




Eccoci qua [cit], primo stop in motel dopo un lunghissimo viaggio d'andata! Ieri sera milano-londra con il primo idolo lo steward dislessico Carmine, poi buffo trasferimento con taxi inglese (in cinque coi bagagli su un veicolo indescrivibile) ed infine nottata in albergo (un bell'albergo con i peggiori corridoi di Caracas) preceduta dalla prima birra collettiva mentre cerchiamo di capire le regole del cricket con una partita in tv.

Oggi, dopo un clamorosamente lungo checkin (fortunatamente eravamo arrivati con MOLTO anticipo) viaggio intercontinentale con aereo Virgin, pessimo cibo e spazi stretti ma ottimo entertainment audiovisivo. In aereo leggo una miniguida su Chicago. Ottava riga: "e' la citta' con piu' polacchi al mondo dopo Varsavia"..ecco, bene. Infine arrivati a Chicago prendiamo il nostro bel minivan rosso (battezzato Barney) ed eccoci finalmente al primo motel di Willowbrook, con tanto di prima capatina in piscina perché c'e un caldo afosissimo!! Ah al checkin del motel ci chiedono se siamo polacchi..eh ecco, bene, parte 2.
Stasera faremo qualcosa di tranquillo perché siamo a pezzi ma dobbiamo tener duro x ammortizzare il fuso orario..

Molta cronaca e poche emozioni perché finora e' stata più che altro fatica ma già mangiare i primi km sul nostro Dodge (tra l'altro similissimo al minivan di 2 anni fa..) mi ha fatto assaporare finalmente la prima VERA aria di vacanza..e stasera rivedere la bellissima downton di Chicago sara' spettacoloso!!
Ready to gooooo

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venerdì 7 agosto 2009

66 Motivi Per Essere Felici Oggi


Adattamento di ciò che ho scritto in un altro mio diario (da qui un paio di censure, portate pazienza..)

In ordine completamente casuale, beninteso.

1. Stasera si parte per la Route 66
2. E' bello viaggiare a priori
3. La suite di Las Vegas
4. Hooters (pur non essendo all'altezza dei migliori Rooster)
5. Il fagiolone di Chicago
6. L'invidia dei colleghi
7. L'invidia di tutti
8. Dimenticare *****
9. Il mocha frappuccino di Starbucks
10. Il London Bridge
11. I Motel all'avventura
12. La vacanza è bella per definizione
13. Non ce la faccio piu' a lavorare sui Tokio Hotel
14. Godere ad ogni cartello col simbolo Route 66 che si vede in giro
15. I bacon cheeseburger
16. Le ragazze in costume nelle piscine di Las Vegas e sulle spiagge di Los Angeles
17. Rientrare ad LA ascoltando "To Live And Die In LA". Di nuovo.
18. Sapere che non tutti hanno ancora (o non ancora) la possibilità di un viaggio simile
19. Guidare col cambio automatico
20. Il pub di Culobello a Venice Beach
21. Vedere se finalmente riesco a vedere un film sull'aereo senza guasti
22. Parlare inglese
23. Essere nella stessa patria di Barney Stinson
24. Con lo sbattimento che ho fatto stamattina a preparare 3 cd, non vedo l'ora di iniziare ad ascoltarli
25. St. Louis
26. La foresta pietrificata e il deserto dipinto
27. Pietro
28. Tombs
29. il Putto
30. Federico
31. Wendy's
32. La Monument Valley
33. Imparare dal Putto come si fanno bene le foto
34. La stazione di servizio con la Coca Cola gigante
35. Carl's Jr.
36. Le radio americane
37. Avere in mano i dollarozzi
38. Amarillo
39. Si spera di trovare un po' di belle ragazze
40. Fare ottomila fotografie
41. Dunkin Donuts
42. Il Gran Canyon
43. Johnny Rocket
44. Poter riascoltare "California" dei Phantom Planet con QUELL'emozione specifica
45. Il Cadillac Ranch (le cadillac infilate nel deserto)
46. Il Cadillac Ranch (il locale vicino a Chicago dove torneremo domenica sera dopo due anni dall'esperienza simil-lavorativa)
47. Fare una vacanza anche molto introspettiva e riflessiva
48. La birra
49. Riuscire a smettere di guardare *****
50. Il Wigman Motel
51. Avere un ottima occasione per ricominciare molti ragionamenti da capo
52. Il blackjack
53. La diga di Hoover
54. Staccare da PC e Mac
55. L'ironia a grana grossa di Pietro e Tombs
56. Smaltire il (già comunque limitato) effetto che mi ha fatto la notizia che ******
57. La TV americana
58. Guidare la notte su quelle strade
59. Vedere se a sto giro cediamo alle spogliarelliste di Las Vegas, due anni e parecchie delusioni dopo
60. Testare sul campo il mio nuovo look rasato
61. Smaltire lo stress del lavoro
62. Provare a fare con il minimo sbattimento possibile del live blogging
63. Andare al Big Texan per la mitica bisteccona enorme
64. Andare al Big Texan Motel con la piscina a forma di Texas
65. La fottutissima sensazione piacevole a priori che ho quando sono in America
66. Staccare da tutto

giovedì 6 agosto 2009

Primo CD!


So che alcuni di voi hanno preparato o stanno preparando uno o piu' cd da portare.. e anch'io ho preparato il primo e spero di aver tempo domani di prepararne un altro paio.
Ma gli altri due magari li faccio con pezzi attuali o di mio gradimento, mentre questo è piu' esplicitamente dedicato alla Route e alle canzoni da "on the road"..
OVVIAMENTE, questo mi carica ulteriormente per la partenza..

Eh, ormai...

Ciao, compagni d'avventura.

Ormai siamo agli sgoccioli.
Ormai la voglia di lavorare è un lontano ricordo, sepolto sotto km e km di asfalto...
Ormai le ore si trascorrono seduti alla scrivania, inerti davanti ad ammassi di ferraglia e circuiti totalmente svuotati di senso e un tempo chiamati computer e/o terminali operativi ( bleah... )
Ormai le fantasticherie galoppano incontrollabili: strada,deserto,montagne,motel,fastfood,miracolidellanatura,attrazioni,libertà,fanciulledelMidwest,ancorastrada,tantastrada..
Ormai è ora di andare a casa, estrarre il monumentale valigione da viaggio lungo e compiere con religiosa deferenza il rito della vestizione del guerriero..

Non so voi, ma io non ci sto semplicemente più dentro.

Ci siamooooooooooooooooooo ... quasi

Non ce la faccio piu' !! Non sto piu' nella pelle !!! Voglio aprtire ragazzi non vedo l'ora di abbracciar vi domani

mercoledì 5 agosto 2009

martedì 4 agosto 2009

80 Ore

E' all'incirca il tempo mancante... è incredibile pensare che ora manchi davvero così poco!
Purtroppo io ho forti distrazioni che non mi fanno godere appieno "il sabato del villaggio" di questa attesa, ma prometto di lasciarle a Malpensa!
E mi sta aiutando nel rimettermi sulla retta via e nel caricarmi ulteriormente per la Mother Road la lettura di questo diario di alcuni italiani che l'hanno fatta in camper 3 anni fa.. era un link che avevamo già visto mesi fa ma non avevo mai letto il diario.. oddio niente di trascendentale ma aiuta!

http://www.rut66.it/diario.htm

(ovviamente salto a piè pari tutte le foto, non mi voglio rovinare la sorpresa!)

ps. Pietro hai poi deciso se portare il pc o no? Nel caso se ti serve posso portare il telefono USB per Skype.