19.08.2009
"Viva Las Vegas", cantava il Re, e in effetti la giornata odierna è scivolata via nell'attesa del trionfale ingresso pomeridiano nella città del peccato, che ci ha accolto a braccia aperte fra le sue tettone generose e ha dispensato magnanima un po' di sana follia..
Salutiamo Seligman dopo una rapida scorreria in un negozietto di cianfrusaglie proprio di fronte al motel, pieno di manichini addobbati nelle maniere più improbabili.
Tappa a Kingsman per il pranzo, dove Piotrek riesce finalmente ad appagare la sua insanabile voglia di Carl's Jr. Fa un caldo che nemmeno nei gironi più profondi dell'Averno. Ci gonfiamo di liquidi come le sanguisughe di Rambo 2, e diciamo momentaneamente addio alla vecchia 66, per percorrere la provinciale che ci porterà ad uno dei simboli su cui si poggia il colosso economico statunitense: la diga Hoover ( una delle meraviglie da costruire in "Civilization 2", videogame di cui ero drogato ai gloriosi tempi del vecchio e zoppicante 486... Sid Meier.. My nigga! ) nonché, a detta dello spocchiosamente erudito Piotrenka, la principale responsabile dell'aridità endemica del Messico. Il caldo barbino ( 112 gradi Farenheit ) rende epico qualsiasi tentativo di abbandonare la confortevole frescura gentilmente offerta da Barney e avventurarsi all'aperto, rischiando la martellata in nuca per scattare qualche foto alla titanica parete di cemento.
A proposito di Barney... Soffre anche lui come una bestia, poveretto. La temperatura dell'acqua ci lascia un po' perplessi. Fortuna vuole che a Seligman abbiamo effettuato un previdente rabbocco di liquido di raffreddamento, placando così la gola riarsa del nostro fedele mezzo. Diamo a Cesare ciò che è di Cesare: finora, pur succhiando benzina come un Maelstrom, si è rivelato un servitore assai affidabile.
Ed è sulle note di truzzissime canzoni hip hop selezionate per l'occasione che approdiamo alla Città Che Non Dorme Mai, la Golconda della nostra epoca, che fin da subito, durante la nostra sfilata sul celeberrimo Strip, piazza subito sul piatto il suo luccicante caravanserraglio di eccessi, iperboli e tanta tanta pacchianeria.
Sono le 4 del pomeriggio, la caldazza non ne vuol sapere di levarsi di torno e noi saremmo disposti ad uccidere per un po' di aria condizionata, possibilmente nella nostra esageratissima suite al Palm Place. Anche un tuffo in piscina non sarebbe male...
Espletiamo le formalità alla reception. Allungo il collo per osservare lo schermo su cui la trombabilissima fanciulla della reception sta ravanando, e scopro con orrore che il gestionale in uso è nientemeno che AS400, progettato a Cartagine e ancora in uso nonostante il trascorrere dei millenni..
Saliamo in camera e ci ritroviamo a vagabondare per la nostra arrogantissima suite, dall'arredamento moderno/improbabile che non risparmia bizzarrie, in primis una insensata vasca da bagno fra il salotto e la camera mia e di Jp. Gli schermi piatti si sprecano, ce n'è uno anche in bagno! In cucina troviamo una scatoletta contenente il kit del trombatore, mentre nel comò non può mancare una Bibbia dalla copertina dorata veramente oscena.. Ah, Las Vegas, terra ove gli opposti trovano un grottesco modus vivendi..
Scendiamo in piscina, pomposi come un plotone di corazzieri ed equipaggiati con costume, infradito e salviettone. Sorpresa! La piscina chiude alle 5. I bagnanti la stanno già abbandonando. Niente acqua. Neanche una goccia. Sconfortati, io e Filmoya optiamo per una pennica in camera. Jp e i due Mezza adocchiano il lounge bar, e decidono di portarsi avanti lungo la strada che conduce alla costruttiva ubriacatura intellettuale. Il bancone è presenziato da una barista sosia di Jessica Simpson nel periodo "Hazzard", una bambola bionda che induce venerazione concupiscente e si candida di prepotenza a regina della strafigaggine della vacanza. I tre gaglioffi tornano in suite un'oretta e mezza dopo, alquanto inebriati.
Cerimonia della doccia, infighettamento, si fa il carico di "mojo" per la serata.
Anzitutto i 4 cavalieri dell'"All You Can Eat" fanno una puntatina a uno dei rinomati buffet di Las Vegas, dove con 20 miserabili dollari puoi abboffarti come uno Yokozuna bulimico. Jp, che ha scelto una ben più sobria cena a base di burgers, si fa un giro al casinò del New York.
Il demone del gioco si impossessa dei Magnifici Cinque. Il portafoglio inizia a piangere. Non quello del Putto però, che con un'ingenuità disarmante e senza avere la più pallida idea del come e del quando, piazza il colpo grosso e si porta a casa 417 cucuzze alla slot machine. Noialtri invece, pur nell'euforia spendereccia scatenata dall'exploit di Lucky Marcus, perdiamo cifre contenute.
Io, Jp e il Filmoya decidiamo di sfidare il caldo assuolutamente insensato e di fare un giretto sullo Strip by night. I cugini Mezzanotte fanno sette passi e mezzo, e come da copione iniziano a sudare come Mamma Orsa. Optano quindi per una prudente ritirata all'MGM.
Noi tre raggiungiamo il Bellagio, non prima di avere subito l'estenuante assedio di biechi ispanici che ci imbottiscono di ambigui ( beh, mica tanto... ) coupons assai male stampati, che hanno inevitabilmente un unico comune denominatore: gnocca disponibile a prezzi modici a presentarsi in tempo zero nella camera del turista arrapato per discutere di filosofia neoplatonica e riprodurre fedelmente una delle epiche partite a scacchi di Spasky e Billy Fischer.
La nostra dirittura morale viene ricompensata dal Bellagio, che ci offre il suo famigerato show di giochi d'acqua, molto d'effetto ma tutto sommato più breve di quanto ci aspettassimo..
Le strade sono ormai affollatissime, e rigurgitano personaggi bizzarri e belle figliole. Ci riuniamo ai Mezza, alquanto ristorati dall'aria condizionata e da un paio di drink, e ci mettiamo diligentemente in fila per entrare allo stilosissimo "Rock Club". L'attesa non è esattamente breve, ma siamo piuttosto motivati dal fatto che il subdolo PR che ci ha adescati ci ha buttato lì con nonchalance che le fanciulle berranno vodka gratis per tutta la notte...
In effetti una volta oltrepassate le colonne d'Ercole, ovvero due monumentali buttafuori dalla cattiveria potenziale clamorosa, l'atmosfera sembra essere quella giusta: cubiste da infarto, percentuale più che generosa di fanciulle danzerine, musica più che discreta. Il Putto, da quel gran signore che è, offre da bere alla plebe. Neppure il tempo di appoggiare le labbra al boccale, e veniamo abbordati da una combattiva brunetta che, ubriaca o battona, o forse entrambe le cose, si struscia a turno sul davanti dei nostri pantaloni tutt'altro che insensibile ai nostri argomenti. Poi mi piazza in faccia un davanzale sufficiente ad aprire una Srl per produzioni casearie nostrane, e mi dice che vuol venire in camera mia. Ma siccome voglio andare in Paradiso, e so bene che Dio ti vede, Stalin no, rispondo educatamente che sono "engaged". "Oh", fa lei, e di colpo smette di cagarmi.
Mi do alle consumazioni alcoliche. Le gambe si muovono, i bicchieri si accumulano, mi tiro scemo tutta sera per una brunetta scatenata, che domina la pista con consumate movenze che noi lacustri definiamo da "sgarbela usei". Non ci sarà ovviamente trippa per gatti. Un Jp particolarmente ispirato, dopo avere tentato senza successo un paio di abbordaggi di classe con figlie dell'America profonda, riesce abilmente a oltrepassare la barriera difensiva di una bella esponente del vecchio continente, una francesina tutto pepe fasciata da un abito nero di ottimo gusto. Noi ci diamo di gomito, osservando Jp tessere la sua tela. Alle 2.30 decidiamo di lasciarlo alle grandi manovre e di abbandonare il campo. I Midnight Fellas e Fede vanno a farsi prosciugare alla roulette, io mi faccio un giro in solitaria, per assestare un po' lo stomaco. Mi imbatto in un bestiario variopinto di relitti umani assortiti:
- un gruppo di allegre ragazzotte, intente bere un intruglio rosa che potrebbe essere uno di quei beveroni dopanti che davano ai Marines in Vietnam prima di mandarli all'assalto. Una di loro è bella come il sole, inizio a fissarla come se non ci fosse un domani, tentando di stabilire una tequila connection. Arrivano tre zoticoni barcollanti, che sparano una raffica di cazzate e si rendono ridicoli. Rimango cornuto e mazziato, quando dopo meno di 20 secondi la mia (ormai ex) signora infila in bocca un metro di lingua al più scemo dei tre, dando il via a un reciproco trapianto di glottidi.
- Mi sposto al bar dell'Excalibur. In tempo zero vengo agganciato da una bomba sexi, Avril. "Ma che c..." penso " sono un magnete per quelle che Aristotele definirebbe "maestre del Peripatos?" Già' la seconda, stasera.. ". La strappona mi offre un biglietto di prima classe per il Nirvana, per il modico prezzo di 250 $, all night long. Alterna sapientemente dei complimenti lusinghieri con voce di velluto, e magistrali toccatine: prima mi sfiora con un dito il dorso della mano, poi mi da una carezza sul braccio, mentre ride per qualcosa che ho detto.. Sono lì lì per capitolare, cerco di autoconvincermi facendo appello al ben noto slogan: "What happens in Vegas, stays in Vegas "... fino a che la predatrice non mi da una grassa palpata alla coscia. Al che la preda ha un sussulto di orgoglio, e rifiuta definitivamente le avances con tutta la dignità possible. Grande soddisfazione dell'angelo custode ( che immagino parecchio arrapato a sua volta.. ) e nera disperazione del mio apparato riproduttivo, che inizia a fumare..
- Aria, aria! Quasi inciampo in un gruppo di ubriachi spalmati sul lastricato dello Strip, che miagolano oscure verità e arcani segreti, tra un fiotto di vomito e l'altro..
- Un tassista nero mi riporta sghignazzando al Palms, ascoltando i miei vaneggiamenti sconnessi e ottenendo in cambio una mancia spropositata.
Per grazia ricevuta riesco a raggiungere il mio piano. Mi butto sul lettone, vestito come sono. Prima ancora che il mio grugno tocchi il materasso, sono già avvolto dal sonno del giusto.
sabato 17 luglio 2010
giovedì 1 luglio 2010
Go West 2010
Buongiorno ragazzuoli!
Come vi accennavo nella nostra rimpatriata di un paio di mesi fa, avevo in ballo l'ipotesi di ripetere un roadtrip americano quest'estate, seppur da solo.
Ebbene, quell'ipotesti è diventata realtà, e a fine Agosto andrò da San Francisco a Seattle.
Non mi dilungo oltre.. se per caso vi interessa saperne di piu' ho creato un blog (sapete che ne sono appassionato): http://www.jaypee.it/gowest
Se vi fa piacere, fateci un salto e seguitelo. Tra l'altro ho proprio appena pubblicato un post sul nostro viaggio sulla Route che, ça va sans dire, è forse la motivazione principale della mia scelta.
ps. beninteso, se qualcuno volesse unirsi anche all'ultimo minuto... direi che non ci sarebbe bisogno di referenze :)
Come vi accennavo nella nostra rimpatriata di un paio di mesi fa, avevo in ballo l'ipotesi di ripetere un roadtrip americano quest'estate, seppur da solo.
Ebbene, quell'ipotesti è diventata realtà, e a fine Agosto andrò da San Francisco a Seattle.
Non mi dilungo oltre.. se per caso vi interessa saperne di piu' ho creato un blog (sapete che ne sono appassionato): http://www.jaypee.it/gowest
Se vi fa piacere, fateci un salto e seguitelo. Tra l'altro ho proprio appena pubblicato un post sul nostro viaggio sulla Route che, ça va sans dire, è forse la motivazione principale della mia scelta.
ps. beninteso, se qualcuno volesse unirsi anche all'ultimo minuto... direi che non ci sarebbe bisogno di referenze :)
Iscriviti a:
Post (Atom)