24.08.2010
Sveglia alle ore 10, con la bocca che sa di amianto vista la pregevole performance infernalcolica della serata precedente.
Sui volti dei miei compagni d'avventura intravedo fitte di dolore, non so se per le stilettate post bevuta, che sicuramente stanno martoriando la loro calotta cranica, o se per la consapevolezza che questa, ahinoi, è l'ultima mattina che trascorreremo insieme sull'amato suolo USA.. Almeno per quest'anno.
Facciamo i "ciambotti", mollemente svaccati sulle sdraio a bordo piscina, mentre attendiamo l'arrivo di Pigoz, che in uno dei suoi proverbiali scatti di follia cinematico-amorosa è andato nottetempo a Venice Beach, per una stilosa colazione d'addio con Anne Aurore, anche lei di passaggio a Los Angeles..
Il nostro arriva bel bello, e spostiamo sul Sunset ( CI SPOSTIAMO SUL SUNSET!!! Siiiigh, da domani al massimo potrò dire "Faccio due passi in Via Stoppani".. Altro che sentirsi un personaggio di un romanzo di James Ellroy... ) un pranzo malinconico a base di cheeseburger.
Attacco di orgoglio. Ci rifiutiamo di attendere l'imbarco mogi mogi, sfruttiamo al meglio le ore che ci restano, e vaffanculo tutto.
Mi piazzo al volante, e ci regaliamo un bel giro per la periferia nord di L.A. Innanzitutto ci dirigiamo al Griffith Park, e risaliamo le colline su fino all'Osservatorio, quello dove sono state girate scene proverbiali di Gioventù Bruciata ( non a caso, in bell'evidenza c'è una statua col faccione di James Dean ).
Da lì si gode una vista di Los Angeles che, al netto dell'onnipresente foschia, sarebbe davvero da cartolina..
E finalmente riusciamo anche a vedere la famigerata scritta "HOLLYWOOD" in letterone bianche, il marchio di fabbrica di questa parte di mondo, il simbolo di cento anni di storia del cinema e dello star system che ronza attorno ad esso. Emozionante, senza dubbio.
Tornando a valle, ci imbattiamo anche nell'entrata di una galleria che ho visto in un sacco di film. Se qualcuno di voi ha visto "Chi ha incastrato Roger Rabbit", si ricorderà del tunnel che porta all'entrata di Cartoonia.. Ebbene, io sono quasi sicuro che si tratti proprio di quella galleria.
Sono soddisfattissimo. Percorriamo i quartieri stilosi, godendomi le ultime docili risposte di Barney alle indicazioni della mia guida: Beverly Hills, Bel Air, Rodeo Drive, e finalmene un giro sulla Mulholland.
Tempo di ridiscendere.
Un ultimo drink al Taco Bar di ieri è il suggello alla nostra grande epopea.
Controvoglia, bruciamo gli ultimi km che ci separano dall'aeroporto.
Consegnamo Barney all'autonoleggio. Prima di scendere, do qualche colpetto affettuoso al volante. Barney è stato un servitore devoto ed efficiente, il migliore che potessimo desiderare.
Poi aeroporto, check in, imbarco.
Le luci si spengono.
Il bar sta chiudendo.
I compagni vanno ciascuno per la propria strada.
Resta un ricordo marchiato a fuoco dentro di me. Per sempre.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
grazie Tombs per il recap di quell'ultimo, comunque splendido giorno (iniziato prestissssimo per me, ancora ricordo la radio a palla per riuscire ad arrivare vivo a Venice invece che crepare sulla Santa Monica Freeway - a proposito di nomi fighi da usare nei racconti).. ricordo ancora benissimo quell'ultimo pranzo su Sunset, mentre giocavamo con quella specie di computerino per fare gli ordini...
RispondiEliminaMamma mia che roba.
E soprattutto voglio ringraziarti per l'intero, sudato ma assolutamente gratificante racconto.
Un giorno, in una delle continue "crisi di nostalgia", metterò insieme le pagine del tuo diario, quelle ben più discontinue del mio, un po' di foto, e mi farò un piccolo album "alla vecchia maniera", perchè è abbastanza evidente che questa esperienza non può perdersi negli anni, neanche nei più piccoli o stupidi dettagli.
Beh, finchè tra una quindicina d'anni non tornerò a rifare la Route (perchè succederà), ma non sarà comunque la stessa cosa..