21.08.2009
Doveroso iniziare la giornata con una serie di "omaggi" alla pionieristica vacanza del 2007.
Chiudiamo il conto aperto con il mitico ciambellaro di Barstow, presso il quale, 2 anni prima, avevamo acquistato 2 ciambelle pro capite, in un'orgia di glassa e cioccolato, che ci aveva fatto avere gli incubi per un'intera giornata. Stavolta ci limitiamo a una cauta ciambella, che mi delizia ma mi evita abbiocchi fuori programma.
Poco fuori la cittadina, c'è un luogo dal significato tutto particolare, oserei dire mitico: un bellissimo gagliardetto della Route 66 dipinto sull'asfalto in puro stile California, ovvero grosso, dettagliato, con i controcazzi. Lo stesso che nel 2007 avevamo così golosamente fotografato. Proprio qui viene scattata una delle foto feticcio della vacanza, noi 5 seduti attorno al simbolo, in faccia un sorriso un po' stralunato, contenti come pasque per essere là, nel posto dove a suo tempo iniziò a prendere forma l'idea che forse questa Route 66 meritava un viaggetto ad hoc...
Damn... Piccolo retroscena: ci mettiamo un secolo a fare questa benedetta foto, perché sembra che tutte le auto della contea si siano date appuntamento lì per romperci le.. uova nel paniere.
Prossima tappa: Oro Grande, dove intendiamo dare una rispolverata al "manifesto" di Big Mike, meccanico convinto estimatore del diritto dell'essere umano di farsi giustizia da solo. Obbligatorio poi fare scalo al sordido baretto dove due anni prima la simpatica barista bionda, Heather, aveva chiesto a me, Jp e Piotrek se fossimo fratelli ( Pronto, tesoro??? Secondo te io, dai tratti così fini e delicati, ho a che fare con quei due bruti dai lineamenti bifolchi??? Un po' di fisiognomica, perdio!!! ). Se il caso ballerino ci facesse reincontrare nuovamente il leggendario autista del monumentale pick up bianco, al secolo "Fred Il Cazzaro", faremmo tombola, bingo, strike e peppa. Ma il caso BASTARDO decide invece di assestarci una combo di delusioni a dir poco devastante: entrambe le location sono sparite, puf, volatilizzate: al posto dell'officina di Big Mike c'è un anonimo edificio rosso brillante. Il baretto delizioso è stato sostituito da un localaccio mezzo vuoto e desolante, gestito alla cazzo di cane da truce e squinternata signora di mezza che a malapena ci chiede cosa vogliamo. Sigh, dolce Heather...
Fuggiamo via inorriditi dalla sciatteria del postaccio, e curiamo il trauma a Victoryville, facendo shopping come ragazzine bene di Newport.. Io mi regalo un paio di paia di All Star che stavo lumando da un po'. Che diamine, se non ci viziamo un po' da soli, chi ci vizia a noi?
Rapido rifornimento di junk food, tempo di portare i nostri culi verso S.Diego, che mi incuriosisce parecchio.
Scatta la chicca: Anne, la fiamma Las Vegasiana di Jp detto il Galante, è a S.Diego con l'amica Caroline, con la quale sta facendo un viaggio un po' alla Thelma e Louise. Ci invitano a cenare con loro, poi a danser. Vorrà dire che stasera si darà sfoggio delle nostre proverbiali buone maniere,nonché di finezza e delicatezza con le cugine d'oltralpe. Uhm.. Urge un ripasso, in quanto 3000 Km di asfalto ci hanno un po' fatti scivolare verso l'abbrutimento. Il tragitto rimanente viene dunque occupato ripercorrendo con sussiego le regole fondanti del parlar forbito, fra sfumature di stilnovismo e di estetica montparnassiana.
In città fatichiamo a trovare alloggio. La colpa è tutta della nostra squadra del cuore, i St.Louis Cardinals, venuti a S.Diego per spezzare le mazze sulle schiene dei malcapitati Padres.. Vaya con Dios, Pujols, sfasciagli le reni, a 'sti californiani imbastarditi coi panchos!!!
La notte cala sull'ultima roccaforte USA prima del confine col Messico. Ci avventuriamo per le strade del centro, tutti belli tirati e pettinati, e l'unica cosa che salta agli occhi mentre raggiungiamo l'incrocio designato come rendez-vous, è che codesta meravigliosa città è piena fino all'orlo di quella che Petrarca chiamava Laura, Boccaccio chiamava Fiamma e Dante chiamava Beatrice. Solo che le Laure, Fiamme o Beatrici non hanno movenze flautate da donne angelicate, ma piuttosto movenze feline e sensuali da pantere in cerca di qualcuno da spolpare. Patonze invereconde si aggirano in branchi per le vie di questa fabbrica di libidine, in perfetto equilibrio su tacchi vertiginosi. Qualche ora più tardi ammireremo le suddette in "drunk mode", mentre alle 2.00 am berceranno alla ricerca di un taxi che le riconduca all'ovile.
2.00 am, esatto. In Italia di venerdì sera dormono solo i pensionati, le donne incinte e i malati. A S.Diego invece si chiude bottega, stop, finito, tante cose. Non resta un locale aperto neanche a piangere in calabrese estremo.
E così quando noi, reduci da una cenetta a un ristorante italiano ( durante il quale le nostre due ospiti si rivelano ragazze spiritose e dalla conversazione brillante oltre che carine ) e da un paio di bicchierate di tequila in un baretto poco lontao,
decidiamo di fare due salti in pista da ballo, ci ritroviamo avvolti dal vuoto pneumatico. E pensare che sia noi che le due belle eravamo pure tornati frettolosamente in albergo a prendere i passaporti..
Facciamo alcuni tentativi infruttuosi ma niente, la città è blindata dal coprifuoco.
I tre gaglioffi marchigiani decidono di rifarsi su uno dei numerosi e incauti guidatori di risciò che affollano San Diego. La loro scelta cade su un turco malcapitato, che per 20 $ accetta di usurarsi i polmoni e giocarsi i polpacci per riportarli all'hotel, che per inciso è in cima a una salitella interessante. I tre aguzzini si divertono un mondo a osservare il supplizio atroce del Pantani del Bosforo, il quale suda come un somaro e impreca come un giannizzero, mentre il risciò incespica con penosa lentezza su per la salita verso Ash Street. Ataturk chiama pure un connazionale in soccorso, il quale si rivela non solo sfaticato, ma addirittura un peso aggiuntivo. Al che, ormai alla frutta, il pover'uomo implora i 3 negrieri di continuare a piedi. Magnanimi, i nostri acconsentono e se ne vanno sghignazzando.
Jp scorta la bella A.A. in hotel. Io, galantuomo d'altri tempi, accompagno Caroline, che ha deciso di farsi un tour by night a piedi. Discorriamo del più e del meno. Lei è gasata perché può darmi lezioni di francese, io la ripago insegnando qualche parolina del simpatico gergo dei mulettisti padovani. A un certo punto mi rivolge un sorriso smagliante e mi confessa candidamente di non avere la più pallida idea di dove siamo rispetto al suo hotel. Non volendo soccombere all'umiliazione del taxi, ci infiliamo nello store attiguo a un benzinaio e chiediamo lumi a un agente di polizia, il tipico blue con una panza da yokozuna e la scatola di ciambelle sul sedile, un tutore dell'ordine che infonde sicurezza.. Vergognosamente, il cialtrone confessa di non avere la più pallida idea di dove possa essere l'hotel di Caroline. Né lo sanno gli altri 3 tizi nel negozio. Strani forte, 'sti autoctoni.. A un incrocio, uno smandrappato con la canotta di Kobe Bryant ci dà la dritta giusta.
A pochi metri dall'albergo, dei tizi ubriachi ci regalano una lattina sigillata di Miller Light, una birra che non regalerei neppure al mio miglior nemico. "Potremmo berla" mi dice maliziosa Caroline. "Dopo tutto sono avvocato, se ci beccano ci tirerei fuori di galera in un click".
Hall. Ci salutiamo. Mi bacia con stile sulle guance. Non individuo segnali di incoraggiamento a salire da lei a imparare i passi base del flamenco, di cui si dice sia una maestra. Sciocco Tomb, cieco Tomb, incapace Tomb...
Mi guarda salire sul taxi che mi riporterà in albergo e mi fa ciao con la mano..
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Ahahahah devo dire che nei km di avvicinamento a San Diego stavo letteralmente soffocando dal ridere.. ma quanto siamo stati idioti?
RispondiEliminaSeppur sempre - beninteso - fini e raffinati.
La serata di San Diego bellissima (per non parlare della nottata..da top5 di una vita), e confermo il ricordo del narratore, TANTAROBBA lì nel Gaslamp District. Peccato davvero per il coprifuoco sconosciuto delle 2am, c'era margine per vederne delle belle in ogni senso!
ahahahaha povero cristo il turco, e l'altro stronzo col riscio'che faceva finta di accorrere in soccorso e poi si faceva a sua volta trainare in salita..solo per un momento abbiamo creduto che gli euromusulmani stessero pensando al colpo gobbo con i nostri portafogli e, perchè no, con i nostri culi ma...non era destino. Il destino era godere fino all'ultimo,senza problemi nè difficoltà, di questa splendida vacanza.
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